Grammatiche della creazione: tra libertà mentali ed emozioni artistiche

1.E’ con grande piacere che presentiamo i dipinti di Laura Girardello (nata a Venezia, vive e lavora a Ronciglione) e di Giovanni Peroncini (Savona, anche lui vive e lavora a Ronciglione),quasi tutti realizzati tra il 2016 e il 2018.
Essi sono espressione di un recente, ma intenso, processo creativo e costituiscono una visione ricca e problematica dell’arte, nella specificità dei rispettivi mondi immaginari ed estetici, e, in definitiva, dei loro linguaggi.
Il viaggio dei due pittori nell’impervio continente dell’arte, qui documentato dalle rispettive Gallerie, costituisce una articolata e intensa visione estetico- artistica. Ci auguriamo, anzi ne siamo sicuri, che potrà suscitare l’interesse degli osservatori e l’attenzione dei critici e degli artisti, per la qualità e la specificità della messa in forma del loro universo creativo, espressione di una visione ideale e di un impegno etico e civile.
Per parte nostra, proponiamo in breve alcuni strumenti di lettura e piste di riflessione, per dotare il lettore di più perfezionati organi visivi e intellettuali sui due artisti e sul loro lavoro. Questa intenzione è messa al servizio di una curiosità più ampia, che tuttavia, non possiamo soddisfare in queste pagine, lasciando il lettore interessato alla sua privata riflessione sui tanti temi e problemi che propongono i dipinti. Il significato di ogni opera d’arte, del resto, si arricchisce e si completa sempre con l’attiva cooperazione dell’osservatore.
In questi due artisti, la pratica creativa sembra nascere da una pulsione di insoddisfazione rispetto alla vita quotidiana e dalla intuizione che esista una “alterità” che la circonda e che si può scoprire.
Per cui, al di là delle loro esistenze personali o professionali, cercano di esplorare, mediante la dimensione artistica, quel versante della vita, che alimenta e arricchisce la loro sensibilità umana, il loro immaginario e i loro interessi culturali, contribuendo a definire il profilo della loro autentica identità.

2. In primo luogo, intendiamo segnalare e sottolineare la genesi recente del loro impegno artistico e la scoperta della relativa vocazione, che accomuna entrambi.
Come si sa, la vocazione è un imperativo interiore che spinge le persone a svolgere determinate attività, per diventare ciò che devono essere, cioè per arrivare a realizzare compiutamente il loro progetto di vita e far emergere la loro autentica personalità.
Negli artisti, la vocazione creativa, iscritta nella loro natura più profonda, è come una sorta di “chiamata”, che li spinge a diventare creatori e suggeritori di immagini. Molto spesso si manifesta precocemente: e ciò avviene nella quasi totalità dei casi.
Ma esistono anche situazioni soggettive, in cui la vocazione artistica rimane interiorizzata e silente per molto tempo, finché, per circostanze varie e spesso inaspettate, le vicende della vita riescono ad attivare quelle nascoste potenzialità, consentendole di manifestarsi. Allora, le persone sono attraversate e coinvolte da una mutazione psicologica, che fa affiorare e attualizzare le loro doti creative, fino a quel momento presenti solo in potenza.
Spesso, in effetti, disattendiamo la chiamata vocazionale, per molteplici ragioni, per cui siamo infedeli a noi stessi e invece di diventare ciò che avremmo dovuto essere, siamo altro, almeno per un tratto della nostra vita, tradendo, in qualche modo, ciò che richiedeva la profonda interiorità del nostro essere.
Inoltre, le vocazioni artistiche, che sono costruite su valori e ideali astratti, esprimono anche l’imperativo ad essere migliori (si capisce, migliori di quello che già siamo), cioè di non vivere solo nell’abitudine della quotidianità, intorno alle vicende della nostra vita personale o professionale, ma al contrario di esigere da noi stessi qualcosa di più.
Ciò accade a tutte le persone e in tutte le età; ma quando si manifesta in modo tardivo, con esiti promettenti e felici, attira l’attenzione del pubblico per il nuovo profilo della persona, che fino ad allora si conosceva sotto altra veste. E, di norma, l’interesse, che in un primo momento si diffonde in una cerchia di persone vicine, col passare del tempo, si allarga dal punto di vista sociale, in parallelo allo sviluppo creativo e all’affinamento tecnico - professionale.

3. E’ ciò che avviene con Laura Girardello e Giovanni Peroncini: essi non sono i primi né saranno gli ultimi a sorprenderci con la loro mutazione culturale, passando, in età adulta, da una sfera professionale ad una attività artistico - creativa.
In questo caso, l’avvio della trasformazione artistica è attivata da Laura Girardello e prende forma pochi anni fa. La sua sensibilità creativa contagia e attrae Giovanni Peroncini: essa funge in lui da stimolo iniziale e quasi da esempio, che innesca un desiderio, che via via si precisa come passione creativa e gli consente di scavare in se stesso, nelle proprie potenzialità con esiti sempre più positivi. A quel punto, la comune pratica artistica arricchisce un sodalizio umano, che accomuna i due artisti nel segno dell’arte e della creatività.
La loro vocazione artistica, pertanto, si è manifestata in età adulta, dopo un intenso processo di incubazione(non accademico, ma umano, culturale, civico, psicologico, emotivo, ecc.), che ha consentito loro di sperimentare le proprie doti creative, realizzando diversi pregevoli quadri che oggi, per la prima volta, si presentano all’attenzione del pubblico.
Con questa Galleria virtuale, assistiamo al manifestarsi della loro vocazione: essa si precisa, in primo luogo, come presa di coscienza e come esigenza di coltivare e di far maturare compiutamente la loro indole più profonda, perché sono pienamente consapevoli che le vocazioni richiedono un continuo approfondimento artistico - culturale.
L’imperativo che anima i due pittori acquista anche l’espressione della nobiltà d’animo: ciò vuol dire che sentono se stessi non soltanto come soggetti di diritti, quanto come persone che hanno una forte esigenza, e quasi un obbligo etico, di arricchire se stessi, in primo luogo, dinanzi a se stessi.
Infatti, essi appartengono a quella tipologia di persone che non si accontentano di essere ciò che sono, ma vogliono essere migliori. Non importa quale sia il loro lavoro o la loro professione: ma partendo dalla realtà, e da se stessi, si impegnano per aumentare il mondo intorno a sé, mediante un vocabolario di colori, di forme e di immagini; cioè, cercano di creare, accanto al mondo reale, un nuovo mondo virtuale, il mondo essenziale della realtà artistica.

Isolina Minuto
Otello Lottini
Università degli Studi Roma Tre